Approfondimenti

Vent’anni fa dimenticare un bambino in macchina era un fatto abbastanza raro. Le statistiche evidenziano un aumento significativo di questi casi a partire dagli anni novanta, in seguito all’introduzione dell’Airbag anche per il passeggero a lato del guidatore.

L’apertura dell’airbag in caso d’incidente può essere pericolosa per i bambini, quindi gli esperti di sicurezza stradale suggerirono di sistemare il seggiolino non più sul sedile anteriore ma su quello posteriore (e con il volto del bambino rivolto verso il lunotto, soprattutto se molto piccoli, per ridurre i pericoli del contraccolpo in caso d’incidente stradale). Le conseguenze di questo nuovo posizionamento all’interno dell’abitacolo furono da un lato una maggiore sicurezza per i piccoli ma dall’altro una ridotta visibilità del bambino a bordo da parte del conducente.

Nessun esperto – dice Weingarten, giornalista del Washington Post, che vinse il premio Pulitzer con un lungo articolo sui casi sempre più frequenti di bambini morti per ipertermia dopo esser stati dimenticati in macchina dai genitori – avrebbe mai immaginato che questa nuova norma potesse diventare un fattore rilevante nella casistica delle morti di bambini dimenticati in macchina.

Decessi bambini abbandono e airbag

Non esiste un “profilo-tipo” del genitore che dimentica il figlio in macchina: capita a gente solitamente distratta come anche ai maniaci dell’organizzazione e del tutto-sotto-controllo, a persone molto colte e a persone con bassi livelli d’istruzione. Negli Stati Uniti, tra i genitori incorsi in questa disgrazia negli ultimi anni ci sono: una dentista, un postino, un assistente sociale, un poliziotto, un commercialista, un soldato, un rabbino, un’infermiera, un pastore protestante, un docente universitario e una pediatra. Ogni bambino dormiva ed era fuori dalla vista degli adulti. Molte macchine avevano i vetri oscurati, rendendo impossibile vederli dall’esterno. Madri e padri non sono gli unici: ci sono molte segnalazioni di baby sitter, autisti di baby bus e tutor a cui è capitato lo stesso.

Sempre negli Stati Uniti, prima del ’98 (anno di introduzione della legge sul passeggino da collocare nel sedile posteriore), i casi d’ipertermia erano 11 l’anno. Da quell’anno in poi fino al 2006 sono aumentati mediamente a ben 36!

Le persone guidano e chi guida tende all’automatismo; guidando di primo mattino si può facilmente comprendere lo stato di stanchezza o anche lo stato parziale di veglia di una persona. Le persone devono guidare, portare il bambino, andare al lavoro e quindi hanno più compiti da fare contemporaneamente; la loro attenzione è su più obiettivi (il famoso bisogno moderno di essere multi-tasking). I bambini, per loro, non sono “dimenticati”: i genitori sono davvero convinti, automaticamente, di averli già accompagnati. E’ come se l’automatismo comporti un salto attentivo e dunque di memoria, che è agevolato dal fatto di non avere il bambino all’interno del proprio campo visivo: non c’è rimedio quando ciò accade, la persona semplicemente “non ricorda” di avere ancora in auto il figlio.

Arnaldo Benini, docente di neurochirurgia e neurologia all’Università di Zurigo:

«Un padre affettuoso e premuroso dimentica la figlia di due anni in automobile, e la piccola muore. Tutti a chiedersi sgomenti come ciò sia stato possibile. L’energia di cui il cervello dispone non è sufficiente a tenere attivi simultaneamente tutti i meccanismi della coscienza e della memoria. Un compito prevale sugli altri. Pensare alla propria figlia chiusa in macchina al sole dovrebbe avere la preminenza assoluta: ma il criterio col quale, nei meccanismi della coscienza, un compito prevale sugli altri, è sconosciuto. Probabilmente è casuale. Nel cervello del padre la concentrazione mentale su quel che doveva fare ha ridotto l’attività dei meccanismi della memoria al punto da dimenticare la bambina. Una tremenda coincidenza di eventi sfavorevoli ha portato i meccanismi del cervello a determinare un comportamento sul quale la volontà non può nulla perché essi stessi sono il prodotto di un meccanismo nervoso, in quel momento incapace di agire nella direzione giusta».

Psichiatri e psicoterapeuti, depositari del sapere psico-patologico, parlano di “Pulsione di Annullamento”, quando cioè il nostro inconscio ci trasforma da genitori premurosi in genitori pericolosi; parlano di “salto della Memoria Affettiva”, di super stress o di bassissima tolleranza allo stress. Spiegano dal Ministero della Salute che «può accadere a tutti, anche ai genitori più amorevoli».

Il Ministero della Salute ha diffuso un dossier dedicato ai rischi che si corrono a lasciare da soli i bimbi in macchina. «Negli episodi più tragici, è successo che il genitore non ha nemmeno avuto la percezione di aver dimenticato il proprio bambino in macchina fino a quando a fine della giornata, ha scoperto il corpicino senza vita nell’auto». In altri casi può succedere che i bambini entrino nell’abitacolo dell’auto e chiudano accidentalmente le portiere o restino intrappolati nel bagagliaio, senza che i genitori se ne accorgano.

A volte può accadere che il genitore o altri accompagnatori siano così concentrati,  preoccupati per questioni di lavoro o stanchi, da dimenticare di fermarsi di fronte alla scuola o all’asilo e continuino il percorso fino al proprio posto di lavoro. Se il bambino dorme o è molto tranquillo, il genitore può lasciare l’auto e andare a lavorare senza ricordare che il bambino è ancora in macchina. Incidenti del genere sono stati segnalati e hanno portato alla morte di bambini per disidratazione, ipertermia o ipotermia, poiché dopo varie ore in macchina la temperatura all’interno della stessa era diventata troppo alta o troppo bassa.

Il colpo di calore si verifica quando la temperatura di una persona supera i 40 gradi centigradi e la termoregolazione dell’organismo è sopraffatta. I sintomi includono: vertigini, disorientamento, agitazione, confusione, lentezza, pelle calda e secca, perdita di coscienza, tachicardia e allucinazioni.

I sistemi di termoregolazione nei bambini non sono efficienti come in un adulto e la loro temperatura corporea aumenta ad una velocità da 3 a 5 volte maggiore.

L’aria ed i finestrini di un auto non proteggono dalle radiazioni ad onde corte del sole. Tuttavia questa energia colpisce, ad esempio, un cruscotto o un sedile scuri, che possono facilmente raggiungere temperature altissime. Questi oggetti (come anche un volante o un seggiolino) riscaldano l’aria adiacente per conduzione ed emettono radiazioni a onde lunghe, purtroppo molto efficienti a riscaldare l’aria intrappolata all’interno del veicolo.

Gli incidenti di questo tipo possono verificarsi quindi anche nelle giornate con temperature relativamente miti e i veicoli possono raggiungere temperature pericolose per la vita molto rapidamente, fino a 50 °C, anche con una temperatura esterna di soli 25 °C.

Date queste condizioni, l’ipertermia in un bambino dimenticato in macchina può verificarsi in pochissimi minuti e la morte nel giro di una o due ore.